Scelta dei modelli pedagogici, analisi degli aspetti motivazionali, creazione e riutilizzo dei contenuti didattici, approntamento della documentazione di supporto, meccanismi di (auto)valutazione: ognuno di questi aspetti pertiene di diritto al formatore di professione, tanto in ambito tradizionale che nell’eLearning.
Cosa cambia allora?
Una prima, evidente differenza è la complessità delle variabili in gioco: la velocità di connessione e la facilità di navigazione, ad esempio, sono aspetti prettamente “tecnici” che possono avere un’influenza determinante sulla motivazione dell’utente nel seguire un dato percorso didattico.
La via del giusto equilibrio tra tradizione e innovazione passa, a nostro parere, proprio dal mantenere la centralità del formatore di professione all’interno del processo didattico senza per questo trascurare la valutazione dei fattori “tecnologici”.